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Acne: i 5 rimedi naturali più efficaci per ridurre il rossore

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L’acne è una malattia della pelle caratterizzata da un processo infiammatorio e infettivo riguardanti il follicolo pilifero e la ghiandola sebacea annessa (unità follicolosebacea) presenti nel derma.

Questa dermatosi esordisce tipicamente nella pubertà e ha tendenza all’attenuazione o alla remissione intorno al ventesimo anno d’età.

Raro, ma non eccezionale, può essere il protrarsi dell’acne fino al quarantesimo anno d’età.

Clinicamente l’acne si manifesta nelle sedi seborroiche più comuni (viso, spalle, dorso) con aspetti polimorfici: dal semplice comedone, a papule, pustole, fino anche a noduli e cisti cicatriziali. A questi aspetti è sempre associata un’elevata untuosità cutanea.

Il comedone rappresenta la lesione elementare dell’acne ed è una dilatazione dell’orifizio follicolare contenente materiale biancastro o nerastro costituito da lipidi, cheratina, pigmenti e batteri.

L’acne è senza dubbio un disturbo persistente che se trascurato può lasciare sulla pelle delle cicatrici permanenti.

Cause dell’acne: ipersecrezioni e ipercheratosi

Strutturalmente l’unità follicolosebacea è formata da:

  • un pelo
  • una ghiandola di natura sebacea, che tramite un dotto riversa il sebo nel canale del follicolo
  • una struttura sovra- ghiandolare, chiamata infundibolo

Le ghiandole sebacee si trovano su tutta la superficie del corpo e sono ghiandole esocrine, cioè a secrezione esterna: il sebo prodotto viene escreto attraverso il dotto ghiandolare e raggiunge la superficie della pelle attraverso il follicolo pilifero.

Il sebo, entrando nella composizione di quello che è lo straterello superficiale che ricopre la nostra pelle (film idrolipidico), ha il compito di mantenere la pelle morbida, idratata e proteggerla dall’assalto di funghi e batteri.

Il ruolo degli ormoni nell’acne

Caratteristica importante da focalizzare per quanto riguarda lo sviluppo dell’acne è il fatto che la secrezione di queste ghiandole sebacee è ormono-modulata.

Non a caso infatti, durante la pubertà si verifica un aumento della produzione di sebo sotto la spinta ormonale.

In particolare, l’attività delle ghiandole sebacee è stimolata principalmente da ormoni androgeni che agiscono direttamente sui recettori presenti su di esse.

Sebbene l’esordio dell’acne nella pubertà corrisponda al periodo in cui si registra la maggior quantità di androgeni circolanti a livello ematico, sembra però oramai assodato che a causare l’iperattività delle ghiandole sebacee sia una maggiore sensibilità dei recettori alla stimolazione da parte degli androgeni.

Tra gli androgeni, l’ormone più importante è il diidrotestosterone: grazie all’interazione con recettori intracellulari, consente un’accelerazione del ritmo mitotico e quindi conduce ad un aumento della secrezione sebacea.

Il diidrotestosterone promuove la sintesi e la secrezione del sebo, per c

ui le ghiandole sebacee sono molto attive alla pubertà (10-16 anni).

Per contro, gli estrogeni hanno un potente effetto soppressivo sulla produzione sebacea.

Nelle donne la quantità di secrezione ghiandolare è sotto l’influenza dell’ormone luteinizzante che viene prodotto ciclicamente dopo ogni ovulazione: questo spiega la presenza di acne nel periodo premestruale.

Dunque un ruolo di spicco nello sviluppo dell’acne è da attribuire agli squilibri ormonali che si verificano fisiologicamente in età puberale.

Come chiarito, un’iperattività delle ghiandole sebacee è fondamentale per l’insorgenza dell’acne. Ma questa non è affatto l’unica causa da considerare.

Il meccanismo che porta allo sviluppo dell’acne è un meccanismo ben più complesso e, al di là dei suddetti fattori biochimico-ormonali, coinvolge anche la struttura della ghiandola sebacea stessa.

Ipercheratinizzazione e pelle acneica

Oltre ad una comprovata aumentata secrezione sebacea, sempre a causa degli ormoni androgeni, ciò che si si osserva è un’alterazione della cheratinizzazione nella parte inferiore dell’infundibolo del follicolo sebaceo, porzione che normalmente non cheratinizza.

In particolare, si ritiene che l’alterata cheratinizzazione (ipercheratinizzazione) dell’infundibolo sia provocata da cere, squalene, specifici acidi grassi e lipidi prodotti proprio dalla ghiandola sebacea stessa in piena attività. Questa ipercheratinizzazione  determi

na di conseguenza il restingimento del dotto follicolare.

Perciò l’aumento della produzione di sebo e di derivati cheratinici, ostacolati nella loro uscita, portano ad un accumulo e ad una dilatazione rotondeggiante in rilievo.

Questa se appare ricoperta dall’epidermide dell’infundibolo viene chiamata comedone chiuso (o punto bianco), mentre se rimane aperta prende il nome di comedone aperto o punto nero, a causa del caratteristico colore dovuto all’accumulo di melanina.

Quando l’acne è di origine batterica

Da ultimo, evidenziare la correlazione che intercorre tra acne e popolazione batterica presente a livello cutaneo è fondamentale per chiarire come a partire dal comedone si possano sviluppare nel tempo lesioni acneiche a carattere infiammatorio.

Il principale responsabile dell’infiammazione cutanea che contraddistingue l’acne è il Propionibacterium acnes, capace di produrre una lipasi (enzima) in grado di scindere i trigliceridi del sebo dando luogo a acidi grassi a forte potere irritante.

Trattamenti tradizionali per l’acne 

Sebbene l’acne sia un disturbo serio che compromette la serenità psicologica e l’autostima dei soggetti colpiti, è importante specificare che dall’acne si può guarire nel giro di tre o, al massimo, sei mesi.

La migliore strategia terapeutica da adottare nei confronti dell’acne prevede un attacco alla malattia sotto più aspetti.

Nel dettaglio, le terapie dermatologiche tradizionali ad oggi disponibili mirano a:

  • correggere l’alterata cheratinizzazione follicolare
  • diminuire l’attività della ghiandola sebacea
  • diminuire la popolazione batterica follicolare
  • produrre un effetto antinfiammatorio

In pratica, ciò che le moderne terapie aspirano ad ottenere è scongiurare l’occlusione del dotto della ghiandola sebacea per evitare che il sebo, restandovi intrappolato, si infetti.

acne trattamenti tradizionali

Farmaci cheratolitici

Nei casi di manifestazioni acneiche lievi, questi obiettivi possono essere perseguiti avvalendosi unicamente della terapia topica a base di cheratolitici come come l’acido salicilico, cioè principi attivi capaci di esfoliare gli strati più superficiali della pelle per ottenere nuova cute più lucida, compatta e liscia attraverso la stimolazione di corneociti.

L’acido salicilico è un betaidrossiacido molto efficace nell’eliminare il tappo cheratinico e liberare dunque il follicolo pilo-sebaceo.

Inoltre, penetrando rapidamente nelle lesioni infiammate, svolge azione batteriostatica, essiccante e lenitiva senza provocare fenomeni irritativi.

Farmaci cheratomodulatori 

Nell’acne, in aggiunta a principi attivi ad azione cheratolitica, vengono impiegati anche principi attivi cheratomodulatori come gli alfa-idrossi acidi, tra cui l’acido glicolico, l’acido lattico.

Le creme a base di acido glicolico, a concentrazione 8-10%, vanno applicate sulla cute acneica tutte le sere per lunghi peridi di tempo.

Oltre all’attività cheratolitica, vanta attività antibatterica il benzolilperossido, disponibile come gel a concentrazioni del 3-5-10%. Questo agente cheratolitico trova spesso impiego nei confronti dell’acne in associazione con antibiotici topici come l’eritromicina e la clindamicina, indispensabili per agire sul Propionibacterium acnes.

Riduce l’ipercheratosi che causa la formazione di comedoni e microcisti caratteristici dell’acne anche l’acido azelaico, disponibile sia in crema a concentrazioni del 20%, sia in gel a concentrazioni del 15%. L’acido azelaico presenta inoltre una blanda attività antinfiammatoria, importante per contrastare l’infiammazione del tessuto circostante al comedone.

Retinoidi topici come la tretinoina (cioè la forma trans dell’acido retinoico) e l’isotretinoina si dimostrano utilissimi nell’acne per la loro azione comedolitica. Sia la tretinoina che il suo isomero sono disponibili in gel o crema, rispettivamente a concentrazioni comprese tra lo 0,025% – 0,1% (tretinoina) e l’1% (isotretinoina).

Gli effetti collaterali della terapia topica tradizionale

È importante sottolineare che l’impiego di prodotti a base di retinoidi è assolutamente controindicato in gravidanza a causa del loro potere teratogeno.

Inoltre, non va dimenticato che tutti i prodotti contenenti i principi attivi sopracitati richiedono prescrizione medica, in quanto responsabili di importanti effetti collaterali cutanei come:

  • fotosensibilizzazione
  • secchezza muco-cutanea
  • desquamazione
  • irritazione
  • allergia

La terapia sistemica per l’acne

Di fronte a manifestazioni acneiche severe, come l’acne papulo-postulosa e nodulo-cistica, bisogna puntare sulla terapia sistemica a base di:

  • ormoni
  • isotretinoina
  • antibiotici

Nei confronti dell’acne severa gli antibiotici per uso sistemico più utili sono senza dubbio le tetracicline, come la minociclina, la doxiciclina e l’eritromicina.

Particolare attenzione va prestata all’assorbimento delle tetracicline da parte dell’organismo, essendo questo peggiorato dalla contemporanea assunzione di calcio, magnesio, sali di ferro e zinco, antiacidi e sali d’alluminio.

Di conseguenza, un’importante controindicazione dell’assunzione di tetracicline è il fatto che, legandosi al calcio, si depositano nell’osso in fase di accrescimento e nei denti, causando il rallentamento della crescita ossea, colorazione bruna dei denti e mancanza parziale o totale dello smalto e della dentina.

Per questa ragione le tetracicline non dovrebbero essere somministrate a bambini di età inferiore ai 12 anni o a donne in gravidanza e allattamento.

Un’ulteriore strategia terapeutica nei confronti dell’acne severa prevede l’utilizzo di ormoni.

La terapia ormonale a base di estrogeni viene adottata perché è riconosciuto a questi ormoni un potente effetto soppressivo sull’attività delle ghiandole sebacee.

I rimedi naturali per l’acne

acne rimedi naturali

Nei confronti dell’acne un significativo aiuto deriva anche dall’impiego di rimedi naturali.

Tra questi un ruolo di spicco è attribuito a sostanze ad azione lenitiva.

Come già sottolineato, la pelle acneica è una pelle arrossata, pruriginosa e dunque è possibile ricorrere a sostanze ad azione lenitiva, addolcente, disarrossante.

I 3 rimedi naturali anti-acne più efficaci

1. Noto ingrediente ad azione lenitiva è sicuramente il bisabololo, principio attivo naturale presente nella camomilla.

Dalle radici della liquirizia si estrae invece la glicirrizzina, da cui poi deriva l’acido 18-β-glicirretico. Questo principio attivo naturale presenta una spiccata azione lenitiva e coadiuvante nei processi riparatori della pelle.

2. Altra molecola interessante sia per il suo corredo di effetti benefici che per il suo profilo di sicurezza (non tossica, non irritante, non sensibilizzante ed efficace a basse dosi) è l’allantoina. Questa molecola, presente in estratti vegetali dell’aloe, è molto efficace come protettivo cutaneo ed ha azione lenitiva e riepitelizzante.

L’allantoina stimola infatti il rinnovamento dei tessuti, promuove la cicatrizzazione, attenua il rossore cutaneo e l’irritazione caratterizzanti il quadro clinico dell’acne.

3. Una azione antinfiammatoria naturale nei confronti dell’acne viene poi riconosciuta alla vitamina E (α-tocoferolo).

Questa importante molecola possiede inoltre un’azione anti-invecchiamento ed aumenta la resistenza delle membrane capillari, migliorando la micro-circolazione cutanea.

Principali estratti vegetali ad effetti sebo-normalizzanti, antisettici e purificanti

Pianta Principi attivi principali
Amamelide Tannini ad azione astringente e purificante
Bardana Acidi caffeilchininici ad azione sebo normalizzante e purificante
Betulla Flavonoidi ad azione astringente e antisettica
Echinacea Acido caffeico ad azione antinfiammatoria, disarrossante e antibiotica blanda
Melaleuca Olio essenziale (tea tree oil) ad azione antibatterica e antimicotica

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