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Psoriasi Guttata: cosa la innesca e i 5 rimedi naturali per trattarla

psoriasi guttataLa psoriasi guttata è una malattia infiammatoria della pelle (dunque è una dermatosi).

Si caratterizza per la presenza di lesioni eritemato-squamose di piccola taglia e ben delimitate.

Il termine “guttata” deriva dal latino “gutta” (goccia) e fa riferimento proprio alla peculiare forma a goccia (o a lacrima) delle lesioni che inquadrano la malattia in questione.

Infatti, la lesione elementare della psoriasi guttata si caratterizza per la presenza di macchioline pruriginose rosa-rosse.

Esse hanno un aspetto squamoso e non sono più grandi di 2 cm.

Queste macchioline, aggregandosi nelle settimane successive all’esordio della malattia, danno origine ad una chiazza eritemato-desquamativa lievemente in rilevo rispetto alla cute circostante.

A livello istologico, le lesioni psoriasiche si presentano come zone di iperproliferazione dei cheratinociti.

Infatti, nella malattia il fisiologico turnover epidermico risulta essere accelerato di circa 10 volte.

Dove e come si manifesta

Le aree corporee maggiormente colpite dalla psoriasi guttata sono:

psoriasi guttata lesioni

  • gli arti
  • il torace
  • l’addome

Non è da escludere il fatto che, in alcuni soggetti, questo particolare tipo di psoriasi cutanea possa invadere anche altre regioni, come la schiena e il cuoio capelluto.

Inoltre, non è da trascurare nemmeno il fatto che la psoriasi guttata possa manifestarsi contemporaneamente ad altre forme di psoriasi.

Ad esempio può presentarsi insieme alla psoriasi pustolosa (che interessa maggiormente le unghie) e alla psoriasi inversa (che coinvolge la zona ascellare, inguinale e sotto-mammaria).

Questa particolare forma clinica di psoriasi, fortunatamente non contagiosa, interessa circa il 2-4% della popolazione mondiale.

Colpisce soprattutto i bambini e gli adolescenti.

L’evoluzione della malattia

Nei soggetti colpiti, particolare attenzione va posta su quella che è l’evoluzione abituale della malattia in esame.

La psoriasi guttata è una malattia infiammatoria recidivante e cronica.

Infatti, evolve per riaccensioni che si manifestano con frequenza variabile e del tutto imprevedibile, anche se in alcuni casi fattori psicologici (come il forte stress psichico o un trauma emotivo) possono giocare un ruolo chiave.

Le riaccensioni che caratterizzano la psoriasi guttata possono durare da diverse settimane a diversi mesi.

In conseguenza a queste importanti caratteristiche evolutive è d’obbligo considerare quelli che sono gli effetti negativi che la psoriasi guttata può avere sui rapporti sociali e più in generale sulla qualità della vita dei soggetti colpiti.

È chiaro che a seconda della localizzazione delle lesioni e della gravità, la malattia può avere un’importante interferenza con molte attività quotidiane e lavorative.

Altrettanto significative sono poi le ripercussioni psicologiche che la malattia ha.

Il marcato disagio estetico percepito dai soggetti può portare nel tempo ad una significativa depressione e all’isolamento sociale.

Diagnosi della psoriasi guttata

Arrivare a formulare la diagnosi di psoriasi guttata in maniera tempestiva è essenziale, perché ciò permette al paziente di intraprendere una strategia terapeutica quando ancora la sintomatologia è contenuta.

La diagnosi di psoriasi guttata viene fatta da un Dermatologo e si basa su:

  1. esame obiettivo delle lesioni del paziente
  2. anamnesi (storia clinica) del paziente

In un primo momento, da parte del Dermatologo è importante concentrare l’attenzione sulla localizzazione e sull’aspetto delle lesioni cutanee.

E’ fondamentale esaminare la morfologia delle lesioni (dunque colore e dimensione) in quanto, come specificato in precedenza, le macchioline rosa-rosse a forma di goccia sono il carattere distintivo della psoriasi guttata.

diagnosi psoriasi guttata

Invece, per quanto riguarda la storia clinica del paziente, va indagata quella che è la storia familiare di psoriasi, l’abituale andamento evolutivo della malattia e gli eventuali trattamenti precedentemente adottati.

Il motivo per cui questi aspetti non vanno ignorati risiede nel fatto che, secondo gli studi condotti fin ora da parte della comunità medica, nella psoriasi guttata la componente genetica vanta un ruolo fondamentale.

Sebbene nella maggior parte dei casi la diagnosi di psoriasi guttata sia facilmente formulabile, il Dermatologo potrebbe decidere di approfondire l’indagine avvalendosi di speciali procedure diagnostiche.

In questa ottica dunque, il paziente potrebbe venire sottoposto ad esami ematici (utili per la ricerca dello Streptococco beta emolitico di gruppo A) e ad una biopsia cutanea.

Le cause della psoriasi guttata

Come già sottolineato, poiché l’evoluzione abituale della psoriasi guttata è cronica e prevede periodi di transitoria guarigione alternati a periodi di grave sintomatologia, è chiaro che è fondamentale identificarne i fattori scatenanti al fine di evitare abitudini e comportamenti che possano indurre una ripresa della malattia.

Ad oggi, le cause scatenanti l’insorgenza della psoriasi guttata sono sconosciute alla comunità medico-scientifica.

Questo fatto rende la malattia impossibile da prevenire.

Tuttavia, da parte della moderna medicina si ritiene che alla base degli aspetti clinici non vi sia solo un deficit del sistema immunitario o un’alterazione genetica.

Sembra infatti che vi sia anche un trauma di natura emotiva o materiale.

Ciò significa che per sviluppare la malattia non basta che i soggetti siano portatori di una determinata alterazione genetica, ma è necessario anche il coinvolgimento dei soggetti stessi in specifici eventi.

Dunque nella patogenesi della psoriasi guttata intervengono:

  • fattori autoimmuni
  • fattori genetici
  • fattori ambientali

La psoriasi è una malattia autoimmune, ovvero è una malattia in cui il sistema immunitario mette in atto meccanismi di difesa nei confronti di cellule dello stesso organismo a cui appartiene.

I “triggers” della patologia

Nei soggetti presentanti una predisposizione genetica alla psoriasi guttata, gli eventi scatenanti il focolaio primario della malattia vengono indicati in maniera generale con la parola “triggers”.

Tra questi un ruolo chiave va attribuito alle infezioni da Streptococco beta emolitico di gruppo A, responsabili di faringotonsilliti (faringite combinata a tonsillite).

Anche le infezioni virali, alla base di malattie come la varicella e il morbillo, possono essere implicate nell’induzione della psoriasi guttata.

Tra i triggers va poi considerata anche l’assunzione di particolari farmaci.

Per esempio gli antimalarici, il litio (impiegato in caso di psicosi maniaco- depressiva cronica) e la chinidina (farmaco antiaritmico) sono considerati dei “triggers”.

Nello sviluppo della malattia il ruolo di traumi emotivi, legati anche ad eventi di ordine economico e professionale, è significativo.stress e psoriasi

Solitamente, l’evento scatenante il primo focolaio della malattia è un intenso stress fisico o mentale, oppure un trauma.

Per esempio, se il paziente dovesse trovarsi ad affrontare un periodo particolarmente stressante e pieno di situazioni difficili da gestire, probabilmente il malessere vissuto potrebbe far emergere la malattia.

Come sottolineato in precedenza, lo stress inoltre può essere accentuato dalla malattia stessa, a causa della scarsa accettazione che i soggetti malati mostrano di sé stessi e del disagio fisico che ne deriva.

Infatti, non tutti i soggetti sono in grado di sviluppare corrette strategie di convivenza con la malattia.

Perciò, in queste condizioni si viene a creare un circolo vizioso dal quale risulta complicato uscire e che solitamente sfocia in una profonda depressione.

Obiettivi per il trattamento della psoriasi guttata

Nella psoriasi guttata, gli obiettivi principali a cui mirano i trattamenti attualmente disponibili sono:

  • la riduzione della manifestazione clinica della malattia (rossore cutaneo e desquamazione)
  • il mantenimento di uno stato benessere del soggetto

Purtroppo, il limite delle terapie note è il fatto che quest’ultime sono in grado di offrire solamente un miglioramento temporaneo della sintomatologia.

Non vanno, dunque, a modificare la storia naturale della malattia che rimane del tutto imprevedibile.

La terapia farmacologica

La terapia farmacologica d’eccellenza per la psoriasi guttata è una terapia topica che si articola in due fasi.

psoriasi trattamenti topici

Una prima fase di cura prevede l’impiego di sostanze ad azione cheratolitica come l’acido salicilico e l’urea.

L’acido salicilico è sicuramente il cheratolitico d’eccellenza.

La concentrazione prescritta è solitamente nell’ordine del 3-5 %, ma su piccole superfici si possono usare concentrazioni fino al 10% (esclusivamente nell’adulto). Nel bambino invece, le concentrazioni prescritte sono ridotte allo 0.5%-1% per scongiurare il pericolo di intossicazione da salicilati assorbiti per via percutanea.

L’urea, in concentrazioni dal 20% al 40%, vanta spiccate proprietà cheratolitiche ed esfolianti. La sua azione è quindi quella di favorire la rimozione di cellule morte dalla superficie della cute.

Nel dettaglio, l’acido salicilico e l’urea sono entrambe sostanze adibite al decapaggio delle squame dalle lesioni. Il decapaggio non è altro che una operazione chimica effettuata tramite soluzioni di alcali o acidi finalizzata ad eliminare gli strati superficiali di una materiale organico.

Una seconda fase di cura prevede invece il trattamento dell’infiammazione cutanea attraverso l’impiego di corticosteroidi topici. 

I cortisonici, pur essendo sostanze caratterizzate da notevole efficacia, non va dimenticato che se impiegati a lungo o in modo inappropriato possono essere responsabili di importanti effetti indesiderati.

Dunque, in seguito a trattamenti prolungati, potrebbero comparire striature e assottigliamento della pelle, bruciore nel punto di applicazione e prurito.

In tal modo si andrebbe ad aggravare una situazione già estremamente delicata.

I rimedi naturali per la psoriasi guttata

Nel momento in cui i soggetti con psoriasi guttata vogliano far ricorso a trattamenti che non comportino effetti collaterali importanti, si può preferire una terapia topica a base di sostanze con proprietà idratanti ed emollienti.

Alleviare la secchezza cutanea che caratterizza la psoriasi e contrastare i processi desquamativi sono i principali ruoli attribuiti a queste sostanze.

Tra i prodotti con spiccate proprietà idratanti ed emollienti figurano per esempio:

  1. olio di mandorle dolci
  2. olio di jojoba
  3. burro di karitè.

Altri importanti ingredienti funzionali ad azione lenitiva e coadiuvante nei processi riparativi della pelle sono:bisabololo psoriasi

4. acido glicirretico

5. bisabololo.

 

Come sostanza ad azione emolliente nei confronti della psoriasi guttata non deve sorprendere poi l’impiego della paraffina.

Nel dettaglio, la paraffina quando utilizzata sulla cute è in grado di formare un film lipidico. Questo combatte la perdita d’acqua e contribuisce a rendere la pelle morbida e liscia, contrastando la secchezza cutanea e la desquamazione.

La fototerapiafototerapia per psoriasi

L’azione benefica esercitata dal sole nei confronti della psoriasi è nota da tempo.

In caso di psoriasi estese la fototerapia con sorgenti artificiali rappresenta il trattamento di scelta.

Questa tecnica terapeutica si basa sull’impiego di una sorgente di luce che emette radiazioni UVB.

In conseguenza all’esposizione a queste radiazioni, nei soggetti colpiti da psoriasi guttata, si verifica un rallentamento della crescita delle cellule che caratterizzano le macchie tipiche della malattia.

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